Epicondilite

IL SINTOMO

L’epicondilite, nota anche come gomito del tennista, è un’infiammazione dolorosa che colpisce i tendini estensori dell’avambraccio, nella zona di inserzione sull’epicondilo laterale dell’omero. Si tratta di una tendinopatia da sovraccarico, spesso legata a gesti ripetitivi o sollecitazioni meccaniche prolungate.

Nonostante il nome, l’epicondilite non riguarda solo i tennisti: può colpire chiunque esegua movimenti ripetuti del polso e dell’avambraccio, come artigiani, informatici, parrucchieri, musicisti o persone che usano intensamente il mouse o strumenti da lavoro.

Il sintomo principale è un dolore localizzato nella parte esterna del gomito, che può irradiarsi lungo l’avambraccio. Spesso è accompagnato da debolezza della presa, difficoltà nei movimenti fini e disagio durante attività quotidiane come afferrare oggetti, stringere la mano o sollevare pesi.

In fase iniziale, il dolore compare solo dopo l’attività, ma può diventare progressivamente più costante, acuto e invalidante, anche a riposo o durante la notte. In alcuni casi, si avverte una sensazione di tensione o rigidità tendinea.

Dal punto di vista medico, si tratta di una microlesione infiammatoria dei tendini coinvolti nell’estensione del polso e delle dita. I fattori scatenanti includono movimenti ripetitivi, posture scorrette, sollecitazioni improvvise, stress biomeccanico e mancanza di recupero.

La medicina convenzionale propone riposo funzionale, ghiaccio, antinfiammatori, fisioterapia, tutori, infiltrazioni o, nei casi più gravi, interventi chirurgici. Tuttavia, il recupero è spesso lento e richiede un approccio globale.

L’omeopatia si propone come supporto efficace per ridurre il dolore, favorire il riassorbimento dell’infiammazione e accelerare i processi di rigenerazione tendinea. Agisce senza effetti collaterali e può essere integrata a trattamenti fisioterapici o osteopatici.

Ogni caso richiede un’attenta osservazione delle modalità del dolore: se peggiora con il movimento, se migliora col caldo o col freddo, se è acuto o sordo, se è associato a rigidità o bruciore. Questo permette di selezionare il rimedio più adatto.

Nei soggetti con tendenza a recidive o infiammazioni muscolo-tendinee croniche, l’omeopatia lavora anche a livello costituzionale, migliorando il terreno e riducendo la predisposizione a questo tipo di disturbi.

INDICAZIONI OMEOPATICHE

Ruta Graveolens è il rimedio di riferimento per dolori tendinei e legamentosi da sforzo, con sensazione di contusione e rigidità. È particolarmente indicato in epicondiliti da sovraccarico, soprattutto in soggetti stanchi e contratti.

Rhus Toxicodendron è utile nei casi in cui il dolore peggiora con il riposo e migliora con il movimento lento. Indicato in soggetti con rigidità mattutina, miglioramento con impacchi caldi e predisposizione infiammatoria.

Causticum è adatto in epicondilite con dolore sordo, debolezza muscolare, difficoltà a sollevare oggetti e sensazione di rigidità persistente. Indicato in soggetti stanchi, idealisti, con tensione emotiva cronicizzata.

Calcarea Fluorica è utile per rafforzare tendini e legamenti indeboliti, soprattutto nei soggetti con lassità connettivale, distorsioni ricorrenti e difficoltà di recupero. Utile anche come rimedio di fondo nei casi cronici.

Arnica Montana si impiega nelle fasi acute post-traumatiche, con dolore da contusione, indolenzimento e ipersensibilità al tatto. Aiuta a ridurre l’infiammazione e il gonfiore iniziale, migliorando il recupero.

Actaea Spicata può essere indicata se il dolore tende a irradiarsi verso l’avambraccio, è peggiorato dal movimento fine della mano, e associato a gonfiore locale e sensazione di instabilità articolare.

Calcarea Phosphorica è consigliata nei soggetti astenici, giovani o in crescita, con dolori ossei e articolari che peggiorano con il freddo umido. Può sostenere la riparazione tendinea in tempi lunghi.

Hypericum Perforatum si usa quando il dolore è nevragico, pungente, bruciante, e può essere utile in epicondiliti associate a trauma nervoso o sensibilità eccessiva nella zona colpita.

Symphytum Officinale è utile nei casi in cui l’epicondilite segue una microfrattura o sollecitazione ossea periarticolare. Favorisce la rigenerazione del tessuto osseo e tendineo.

Silicea può essere indicata nei soggetti freddolosi, magri, con fragilità connettivale, nei quali l’epicondilite si cronicizza e migliora con il calore secco. Lavora sul terreno predisponente.

IL SIGNIFICATO PSICOSOMATICO

SECONDO LA METAMEDICINA

In Metamedicina, l’epicondilite è collegata a un conflitto interiore tra forza e flessibilità, tra il desiderio di “tenere tutto sotto controllo” e il bisogno di lasciare andare. Il gomito rappresenta il punto di snodo tra volontà e azione, tra decisione e movimento nel mondo.

Il dolore in questa zona può indicare una difficoltà ad accettare il cambiamento, a piegarsi a nuove situazioni, o una resistenza profonda ad adattarsi. È spesso presente in persone che vivono pressione professionale, senso del dovere eccessivo o che si sentono costrette a fare sempre di più.

La ripetitività del gesto che genera l’epicondilite richiama anche schemi mentali ripetitivi, che la persona continua a portare avanti per conformismo, abitudine o bisogno di approvazione, anche quando non sono più adatti a chi è diventato oggi.

La rigidità del gomito è una rigidità simbolica: indica spesso durezza verso se stessi, mancanza di flessibilità emotiva o difficoltà a perdonarsi errori. È come se il corpo volesse dire: “Lascia andare, non devi fare tutto da solo”.

In altri casi, il dolore al gomito può rappresentare un blocco nell’agire, una resistenza a prendere una decisione importante o a muoversi in una direzione nuova. Il braccio non riesce più a “spingere avanti” l’azione che la mente vorrebbe compiere.

Domande da porsi: “Cosa sto cercando di forzare nella mia vita?”, “Mi sento sotto pressione per dover ‘fare’ senza ascoltarmi?”, “In quale situazione mi sto irrigidendo?”.

L’epicondilite è un invito ad ammorbidire l’approccio con se stessi, a riconoscere i propri limiti e a scegliere con più libertà quali azioni meritano davvero la nostra energia. L’omeopatia sostiene questo processo, alleviando il dolore e aprendo lo spazio per una nuova consapevolezza.

Epicondilite

RIMEDI OMEOPATICI CORRELATI

Actaea Spicata ⚕︎ Arnica Montana ⚕︎ Calcarea Fluorica ⚕︎ Calcarea Phosphorica ⚕︎ Hypericum Perforatum ⚕︎ Silicea ⚕︎ Symphytum Officinale

INDICAZIONI OMEOPATICHE

Ruta Graveolens è il rimedio di riferimento per dolori tendinei e legamentosi da sforzo, con sensazione di contusione e rigidità. È particolarmente indicato in epicondiliti da sovraccarico, soprattutto in soggetti stanchi e contratti.

Rhus Toxicodendron è utile nei casi in cui il dolore peggiora con il riposo e migliora con il movimento lento. Indicato in soggetti con rigidità mattutina, miglioramento con impacchi caldi e predisposizione infiammatoria.

Causticum è adatto in epicondilite con dolore sordo, debolezza muscolare, difficoltà a sollevare oggetti e sensazione di rigidità persistente. Indicato in soggetti stanchi, idealisti, con tensione emotiva cronicizzata.

Calcarea Fluorica è utile per rafforzare tendini e legamenti indeboliti, soprattutto nei soggetti con lassità connettivale, distorsioni ricorrenti e difficoltà di recupero. Utile anche come rimedio di fondo nei casi cronici.

Arnica Montana si impiega nelle fasi acute post-traumatiche, con dolore da contusione, indolenzimento e ipersensibilità al tatto. Aiuta a ridurre l’infiammazione e il gonfiore iniziale, migliorando il recupero.

Actaea Spicata può essere indicata se il dolore tende a irradiarsi verso l’avambraccio, è peggiorato dal movimento fine della mano, e associato a gonfiore locale e sensazione di instabilità articolare.

Calcarea Phosphorica è consigliata nei soggetti astenici, giovani o in crescita, con dolori ossei e articolari che peggiorano con il freddo umido. Può sostenere la riparazione tendinea in tempi lunghi.

Hypericum Perforatum si usa quando il dolore è nevragico, pungente, bruciante, e può essere utile in epicondiliti associate a trauma nervoso o sensibilità eccessiva nella zona colpita.

Symphytum Officinale è utile nei casi in cui l’epicondilite segue una microfrattura o sollecitazione ossea periarticolare. Favorisce la rigenerazione del tessuto osseo e tendineo.

Silicea può essere indicata nei soggetti freddolosi, magri, con fragilità connettivale, nei quali l’epicondilite si cronicizza e migliora con il calore secco. Lavora sul terreno predisponente.

IL SIGNIFICATO PSICOSOMATICO

SECONDO LA METAMEDICINA

In Metamedicina, l’epicondilite è collegata a un conflitto interiore tra forza e flessibilità, tra il desiderio di “tenere tutto sotto controllo” e il bisogno di lasciare andare. Il gomito rappresenta il punto di snodo tra volontà e azione, tra decisione e movimento nel mondo.

Il dolore in questa zona può indicare una difficoltà ad accettare il cambiamento, a piegarsi a nuove situazioni, o una resistenza profonda ad adattarsi. È spesso presente in persone che vivono pressione professionale, senso del dovere eccessivo o che si sentono costrette a fare sempre di più.

La ripetitività del gesto che genera l’epicondilite richiama anche schemi mentali ripetitivi, che la persona continua a portare avanti per conformismo, abitudine o bisogno di approvazione, anche quando non sono più adatti a chi è diventato oggi.

La rigidità del gomito è una rigidità simbolica: indica spesso durezza verso se stessi, mancanza di flessibilità emotiva o difficoltà a perdonarsi errori. È come se il corpo volesse dire: “Lascia andare, non devi fare tutto da solo”.

In altri casi, il dolore al gomito può rappresentare un blocco nell’agire, una resistenza a prendere una decisione importante o a muoversi in una direzione nuova. Il braccio non riesce più a “spingere avanti” l’azione che la mente vorrebbe compiere.

Domande da porsi: “Cosa sto cercando di forzare nella mia vita?”, “Mi sento sotto pressione per dover ‘fare’ senza ascoltarmi?”, “In quale situazione mi sto irrigidendo?”.

L’epicondilite è un invito ad ammorbidire l’approccio con se stessi, a riconoscere i propri limiti e a scegliere con più libertà quali azioni meritano davvero la nostra energia. L’omeopatia sostiene questo processo, alleviando il dolore e aprendo lo spazio per una nuova consapevolezza.

Epicondilite

RIMEDI OMEOPATICI CORRELATI

Actaea Spicata ⚕︎ Arnica Montana ⚕︎ Calcarea Fluorica ⚕︎ Calcarea Phosphorica ⚕︎ Hypericum Perforatum ⚕︎ Silicea ⚕︎ Symphytum Officinale

INDICAZIONI OMEOPATICHE

Ruta Graveolens è il rimedio di riferimento per dolori tendinei e legamentosi da sforzo, con sensazione di contusione e rigidità. È particolarmente indicato in epicondiliti da sovraccarico, soprattutto in soggetti stanchi e contratti.

Rhus Toxicodendron è utile nei casi in cui il dolore peggiora con il riposo e migliora con il movimento lento. Indicato in soggetti con rigidità mattutina, miglioramento con impacchi caldi e predisposizione infiammatoria.

Causticum è adatto in epicondilite con dolore sordo, debolezza muscolare, difficoltà a sollevare oggetti e sensazione di rigidità persistente. Indicato in soggetti stanchi, idealisti, con tensione emotiva cronicizzata.

Calcarea Fluorica è utile per rafforzare tendini e legamenti indeboliti, soprattutto nei soggetti con lassità connettivale, distorsioni ricorrenti e difficoltà di recupero. Utile anche come rimedio di fondo nei casi cronici.

Arnica Montana si impiega nelle fasi acute post-traumatiche, con dolore da contusione, indolenzimento e ipersensibilità al tatto. Aiuta a ridurre l’infiammazione e il gonfiore iniziale, migliorando il recupero.

Actaea Spicata può essere indicata se il dolore tende a irradiarsi verso l’avambraccio, è peggiorato dal movimento fine della mano, e associato a gonfiore locale e sensazione di instabilità articolare.

Calcarea Phosphorica è consigliata nei soggetti astenici, giovani o in crescita, con dolori ossei e articolari che peggiorano con il freddo umido. Può sostenere la riparazione tendinea in tempi lunghi.

Hypericum Perforatum si usa quando il dolore è nevragico, pungente, bruciante, e può essere utile in epicondiliti associate a trauma nervoso o sensibilità eccessiva nella zona colpita.

Symphytum Officinale è utile nei casi in cui l’epicondilite segue una microfrattura o sollecitazione ossea periarticolare. Favorisce la rigenerazione del tessuto osseo e tendineo.

Silicea può essere indicata nei soggetti freddolosi, magri, con fragilità connettivale, nei quali l’epicondilite si cronicizza e migliora con il calore secco. Lavora sul terreno predisponente.

IL SIGNIFICATO PSICOSOMATICO SECONDO LA METAMEDICINA

In Metamedicina, l’epicondilite è collegata a un conflitto interiore tra forza e flessibilità, tra il desiderio di “tenere tutto sotto controllo” e il bisogno di lasciare andare. Il gomito rappresenta il punto di snodo tra volontà e azione, tra decisione e movimento nel mondo.

Il dolore in questa zona può indicare una difficoltà ad accettare il cambiamento, a piegarsi a nuove situazioni, o una resistenza profonda ad adattarsi. È spesso presente in persone che vivono pressione professionale, senso del dovere eccessivo o che si sentono costrette a fare sempre di più.

La ripetitività del gesto che genera l’epicondilite richiama anche schemi mentali ripetitivi, che la persona continua a portare avanti per conformismo, abitudine o bisogno di approvazione, anche quando non sono più adatti a chi è diventato oggi.

La rigidità del gomito è una rigidità simbolica: indica spesso durezza verso se stessi, mancanza di flessibilità emotiva o difficoltà a perdonarsi errori. È come se il corpo volesse dire: “Lascia andare, non devi fare tutto da solo”.

In altri casi, il dolore al gomito può rappresentare un blocco nell’agire, una resistenza a prendere una decisione importante o a muoversi in una direzione nuova. Il braccio non riesce più a “spingere avanti” l’azione che la mente vorrebbe compiere.

Domande da porsi: “Cosa sto cercando di forzare nella mia vita?”, “Mi sento sotto pressione per dover ‘fare’ senza ascoltarmi?”, “In quale situazione mi sto irrigidendo?”.

L’epicondilite è un invito ad ammorbidire l’approccio con se stessi, a riconoscere i propri limiti e a scegliere con più libertà quali azioni meritano davvero la nostra energia. L’omeopatia sostiene questo processo, alleviando il dolore e aprendo lo spazio per una nuova consapevolezza.

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